Il Salone del Mobile di Milano celebra il design sostenibile e innovativo

Di LISA KLEIN

Ogni anno la comunità internazionale del design si riunisce a Milano per il Salone del Mobile, una vetrina dei migliori mobili, materiali, tessuti e accessori del settore.

L'edizione di quest'anno, che di solito si tiene ad aprile e che festeggerà il suo 60° anno nel 2022, si è svolta dal 5 al 10 settembre ed è stata soprannominata "supersalone" per il suo grande ritorno dopo la cancellazione della pandemia dello scorso anno.

"Decidere di andare avanti con questo 'supersalone' ha richiesto una buona dose di coraggio e ha significato un'assunzione di responsabilità - per il sistema, nel suo complesso, e per l'intera filiera, che aveva bisogno di un'occasione fisica e concreta, non solo simbolica e digitale, per premere l'acceleratore di una ripartenza che, come abbiamo visto questa settimana, è già in marcia", ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano, in una dichiarazione a chiusura della manifestazione.

Oltre 60.000 persone hanno partecipato alla convention curata dall'architetto italiano Stefano Boeri, che ha presentato 425 marchi e si è concentrata sulla sostenibilità e sul valore sociale e ambientale del design.

Tubi. Foto di David Ravier
Warli. Foto di Andrea Mariani
Lovato. Foto di Andrea Mariani
Riflesso. Foto di Diego Ravier
Marzotto. Foto di Diego Ravier
Partnership Forestami

In linea con il tema della sostenibilità, il Salone del Mobile.Milano ha collaborato con il progetto Forestami della città, che mira a piantare 3 milioni di alberi nell'area milanese entro il 2030.

I visitatori sono entrati attraverso una "foresta" di alberi con il sottofondo della musica del sound artist Federico Ortica e del cantante Marco Mengoni e hanno potuto scansionare il codice QR presente su ogni albero per fare una donazione.

Foto di Diego Ravier
Foto di Diego Ravier
Prendete posto

Una mostra speciale curata dall'architetto milanese Nina Bassoli, Take Your Seat ha esplorato l'umile sedia e il suo significato all'interno del design.

I 30 vincitori del Compasso d'Oro e le oltre 100 menzioni d'onore dal 1954 a oggi hanno illustrato il modo in cui la sedia ha riflesso e si è adattata alla cultura, alla politica e alle esigenze del suo tempo.

I materiali, la tecnologia e l'estetica di ogni sedia sono stati messi in relazione con la società in cui è stata progettata, lungo tutta la linea temporale delle sedie esposte.

Foto di Diego Ravier
Foto di Diego Ravier
Sulla produzione

Curato da Boeri, il Makers Show ha messo in luce il lavoro di 39 designer indipendenti.

Grazie al fatto che i loro pezzi sono autoprodotti invece di essere sostenuti da una grande azienda con le risorse e lo spazio di fabbrica per produrre articoli su larga scala, l'attenzione si è concentrata sull'innovazione e su come i maker hanno ideato nuovi prodotti, nuovi materiali e nuovi metodi nei loro progetti.

La rielaborazione di vecchi materiali, l'uso di materiali riciclati, la stampa 3D e i tessuti etici e fatti a mano hanno giocato un ruolo importante nelle numerose tecniche digitali che si fondono con le abilità artigianali viste in mostra.

Foto di Andrea Mariani
Foto di Andrea Mariani
Il tappo di tutto

Un momento importante della convention è stato il Lost Graduation Show, che ha messo in mostra 170 progetti di studenti di design di tutto il mondo che si sono diplomati nel 2020 e nel 2021.

Curati da Anniina Koivu, pluripremiata nel settore, i progetti rappresentavano il futuro del design e utilizzavano idee, materiali e metodi di produzione all'avanguardia.

"La mostra è un invito ai produttori a credere nel valore dei giovani, permettendo loro di provare, sperimentare e sbagliare", ha dichiarato la signora Koivu in un'intervista con Francesca Esposito del Salone del Mobile di Milano.

Una giuria di leader del design ha scelto i cinque vincitori che meglio rappresentano il futuro del settore: Robust Nest di Fabien Roy, un'incubatrice per neonati da utilizzare nelle aree sottosviluppate; Regrowth di Simon Gehring, un tavolo che utilizza il design computazionale per eliminare gli sprechi di legno; Fil Rouge di Pierre Murot, un nuovo processo di estrusione dell'argilla; Helix di Ithzel Ceròn e Daniel Lopez, una siringa pieghevole monomateriale; e Yolkkh, the Story of My People di Amna Yandarbin, una serie di sciarpe stampate che affrontano i temi della guerra, della migrazione, del femminismo e dell'indipendenza.

Foto di Diego Ravier
Foto di Andrea Mariani

"Abbiamo acceso la miccia e innescato una reazione a catena che ha coinvolto l'intera comunità internazionale del design, la città di Milano e il settore nel suo complesso", ha dichiarato la signora Porro in un comunicato.

"Ora guardiamo al futuro, con una rinnovata consapevolezza del valore e della storia di questo patrimonio collettivo, desiderosi di abbracciare le nuove sfide mettendoci subito al lavoro per il 60° del Salone del Mobile.Milano", ha dichiarato.